Archivio mensile:maggio 2018

Risposta all’interpellanza da parte dell’assessora Leon sulla chiusura della Biblioteca civica Mirafiori.

 

L’11 aprile scorso, si è tenuto un incontro presso gli uffici della presidenza della circoscrizione 2 per valutare congiuntamente le possibili soluzioni alla chiusura della biblioteca civica Mirafiori; presenti per le biblioteche civiche il dirigente Stefano DeBenedetto, le PO, la presidente Bernardini, il coordinatore della seconda commissione Gentile, il direttore Tetti e la PO Scopece.

Come sapete, l’Istituto Primo Levi ha inviato una lettera indirizzata al patrimonio all’aria dell’edilizia città metropolitana, alla presidente della seconda circoscrizione, al direttore delle biblioteche civiche torinesi, chiedendo di NON procedere al rinnovo della convenzione per la concessione dei locali che ospitano la biblioteca Mirafiori in quanto gli spazi sono necessari per nuove aule; si fa riferimento alla convenzione già scaduta nel 2013 che non era stata rinnovata per la necessità di approfondire questioni di ordine strutturale, ovvero la sospetta presenza di fibre vetrose negli intonaci e in alcune parti dell’edificio.

Dal 2013 al 2017, nonostante fosse stata fatta la verifica, non si è proceduto al rinnovo della convenzione, quindi a giugno per permettere alla scuola di effettuare i lavori necessari a riadattare gli spazi occupati dalla biblioteca per destinarli ad aule laboratori, la biblioteca deve chiudere al pubblico.

Nel mese di settembre si estenderanno gli orari della biblioteca Cesare Pavese, la biblioteca di quartiere, ovvero lunedì dalle 14:00 alle 19:30, da martedì a venerdì 8:30 19:30, il sabato dalle 8:30 alle 14:00; in totale si tratterebbe di 55 ore settimanali contro le 32 odierne.

Se si considera la copertura oraria garantita complessivamente sia dalla biblioteca Pavese sia dalla biblioteca Mirafiori, i cui orari erano complementari (una apriva la mattina e l’altra apriva il pomeriggio ma nessuna delle due era aperta tutta la giornata), si avrebbe proprio in questa soluzione un incremento orario significativo.

Bibliobus: dal mese di settembre si avrà questo strumento di biblioteca itinerante (finanziato attraverso il programma di AxTo) che prevede una serie di attività nei diversi quartieri e si è concordato che, proprio per aiutare e garantire una continuità del servizio, il Bibliobus avrà come luogo di sosta il cortile all’interno dell’Istituto Primo Levi, questo per per consentire la prosecuzione del lavoro già iniziato dalla biblioteca in quel territorio e lavorare così su una utenza già fidelizzata.

Congiuntamente alla circoscrizione poi potrà essere vagliato un luogo di sosta nel quartiere andando ad insistere in aree al momento non coperte dal lavoro della biblioteca civica Mirafiori; accanto a queste sedi ricordiamoci che nel quartiere ci sono le attività collegate al mausoleo della Bela Rosin su cui attualmente si sta intervenendo con interventi di manutenzione e recupero.

Individuazione di spazi alternativi a quelli a quelli utilizzati finora: la ricerca di spazi alternativi si è svolta in sinergia con la circoscrizione, abbiamo congiuntamente considerato diverse ipotesi, locali all’interno della sede circoscrizionale, altre all’interno dell’Istituto Comprensivo Castello di Mirafiori, altri ancora nell’edificio di via Farinelli. Abbiamo effettuato tutti gli approfondimenti che hanno però portato a concludere che si trattava di soluzioni non praticabili per l’inadeguatezza dimensionale, ma più che per quello, per i costi necessari al loro adeguamento.

In tutta questa analisi è emersa la possibilità di costituire un punto lettura negli spazi di via Negarville 8/48 utilizzando la disponibilità di spazi circoscrizionali, ragionando su un’ipotesi di progetto culturale integrato di servizi circoscrizionali e servizi bibliotecari, un’idea condivisa nelle sue linee generali dal servizio biblioteche e dalla circoscrizione.

A tal fine si è svolto un sopralluogo negli spazi in questione il 2 maggio scorso, erano presenti, oltre agli stessi partecipanti alla riunione del 11 aprile per le biblioteche e per la circoscrizione, il responsabile per la sicurezza della cultura Roberto Sforza, l’ingegner Barbierato e Chiauzzi per gli edifici comunali; è stato interessato l’interrato, il piano terra e il primo piano. Al termine dell’ispezione si è convenuto che settore edifici comunali provvederà a inviare alla circoscrizione una relazione sugli interventi necessari per l’adeguamento dei locali alle normative di sicurezza; la circoscrizione provvederà a completare le verifiche necessarie per l’assegnazione dei locali al primo piano e ad approfondire la sostenibilità economica degli interventi di adeguamento tecnico impiantistico nell’ambito del progetto della Cooperativa Solidarietà Sportello Anziani.

Le biblioteche civiche torinesi si occuperanno di raccogliere e condividere documentazioni, convenzioni utili ad inquadrare l’attuale assetto amministrativo e culturale di un progetto di servizi integrati da affidare alla gestione delle associazioni; una prima parte della documentazione è stata trasmessa alla circoscrizione il 9 maggio. Verrà poi organizzato un incontro per verificare le concrete possibilità di avviare un progetto di gestione condivisa degli spazi in via Negarville, luogo dove per altro ci sarebbe anche un gran bisogno di presidio dal punto di vista culturale per le numerose scuole che ruotano intorno a quella enorme piazza-giardino

Il 6 aprile scorso si è tenuto un confronto col personale per individuare soluzioni, fra il dirigente delle biblioteche civiche torinesi, la responsabile dei servizi amministrativi del personale Graziella DiPrima, la PO responsabile della biblioteca Mirafiori e Pavese, Luca Vittonetto e le responsabili delle due sedi Margherita Monticone e Roberta Scarscelli.

Va considerato il fatto che il servizio svolto alla Biblioteca Mirafiori è stato pensato fin dalla sua apertura in termini di complementarietà con quello dell’altra biblioteca del quartiere La Cesare Pavese di via Candiolo 79; le due biblioteche sono aperte ognuna per mezza giornata con orario diverso l’una dall’altra e l’utenza delle due biblioteche presenta una notevole area di sovrapposizione della zona est di Corso Unione Sovietica come risulta dall’elaborazione dei dati del sistema di automazione in uso nelle biblioteche civiche che è stato presentato e discusso in una commissione aperta in seconda circoscrizione.

Pertanto l’estensione dell’orario di apertura della biblioteca Pavese risulta essere la soluzione più immediatamente praticabile a fronte dell’indisponibilità di spazi idonei attualmente e della distribuzione di una parte comunque consistente del pubblico della biblioteca Mirafiori, il Mausoleo continuerà la sua attività di presidio bibliotecario ei di attività culturali e spettacoli a completamento dell’offerta di altri servizi bibliotecari e di attività culturali a cui si aggiungerà il Bibliobus

In sintesi: stiamo lavorando per individuare una riorganizzazione del sistema dei servizi bibliotecari all’interno della circoscrizione, mettendo a sistema tutte le risorse attualmente disponibili; si aumenta l’orario della biblioteca Pavese e l’aumento di orario ha, in termini di offerta ai cittadini, la soluzione che immediatamente offre più servizio, il BiblioBus integrerà e stiamo lavorando per realizzare un punto lettura cogestito con le associazioni attraverso una fondazione per lavorare in particolare con i bambini e con i ragazzi.

FINZIONE E REALTA’

Vorrei proporre da queste pagine un momento di riflessione, atto a far crescere la consapevolezza del cittadino ed acquisire qualche strumento per un giudizio più libero e informato.
Ho pensato di partire da un argomento molto importante, la comunicazione.
Prendiamo quindi un libro, La Fabbrica del Falso, di Valdimiro Giacchè, qui di seguito troverete un breve riassunto coadiuvato da immagini, che si propone di trasmettere in fondamenti di quest’arte tanto sottile quanto potente e pericolosa.
Un piccolo percorso per conoscere come il main-stream crea l’opinione pubblica, piega il pensiero critico e riduce la capacità dialettica e l’intelligenza collettiva.

Dunque partiamo:

L’autore inizia narrando che il più delle volte la notizia falsa non racconta una qualsiasi bugia, ma il contrario del fatto reale.

Il falsario realizza così una sinèddoche, cioè una figura retorica che sostituisce il significato di una parola (o un concetto) con un’altra parola che è parte del concetto primario.

Ad esempio se il fatto è la guerra nella striscia di gaza, si sostituisce guerra in Palestina, con  guerra in Israele, gli attaccanti sono diventati attaccati.

La fabbricazione di notizie false, è sempre stata necessaria all’elites dominanti, questa impellenza si è dimostrata prepotentemente appena terminato l’ultimo conflitto mondiale, per contrastare costituzioni troppo socialiste, che non avrebbero certamente facilitato il capitale e la finanza.

Altre tecniche si sono succedute, come l’imbalsamazione, cioè svuotare il corpo del contenuto e dare un aspetto estetico decente e permanente.

Ad esempio soglie di sbarramento, proporzionali corretti, uninominali, ed altri metodi matematici subito proposti in Germania ed in Inghilterra e aimè anche in Italia alle ultime elezioni, sono per l’autore mezzi per svuotare la democrazia del suo valore.

Inoltre, come osserva E. Zolà, il popolo non decide il programma di indirizzo, ma solo chi lo rappresenterà nel farlo…. Il legame è troppo debole, cioè la promessa elettorale.

Questo fa il paio con quanto diceva Popper: la democrazia è un metodo di alternanza al potere senza spargimento di sangue. (Alternanza? Ndr)

(Nel M5S non è così, il cittadino partecipa e scrive il programma, è il programma che deve trovare i portavoce, e non viceversa n.d.r.)

 

Altro esempio di mistificazione citato è quello della commissione trilaterale che vede nel mondo eccessi di democrazia, sostenendo che gli eccessi sono sempre pericolosi, è come dire che è pericoloso un eccesso di benessere, o di giustizia sociale….

La cosa buffa era che nel medesimo periodo, Berlinguer indicava all’URSS una mancanza di democrazia all’interno della democrazia popolare, la sua visione narrava che poteva esserci democrazia lasciando la struttura economica del dominio del capitale.

E’ evidente in questi fatti la spinta più o meno sotterranea delle elites impegnate a riprendere il potere perso.

Ed è ancora più evidente, come sottolinea l’autore, che è impossibile separare i due piani, democrazia e capitale sono contrapposti.

Quando negli anni ’80 insieme al muro crolla anche il comunismo, il trionfo non fu l’allargamento della democrazia verso Est, puerile bugia per le masse, ma la liberazione del movimento di merci, capitali, lavoratori, o in una sola parola: globalizzazione, che erodeva le basi della democrazia a partire dalla sovranità degli stati.

Saltavano qui i presupposti dello stato sociale (welfare) e si profilava la demolizione dei diritti del lavoratore, diventato merce, senza più dignità datagli dal lavoro stesso.

Le aziende libere dal contenimento degli stati, organizzatesi in corporazioni, hanno potuto spingere verso un sistema sovrastatale, come l’unione europea, con la scusa di contrastare il nuovo assetto del capitale, ma in realtà, come abbiamo sperimentato in questi anni, è stato l’esatto opposto.

Infatti, il limite della democrazia è proprio la grandezza e la dispersione dei mezzi di governo, attraverso il sistema rappresentativo, e questo il capitale lo conosce bene.

Le direzioni di governo, in europa, sono prese da burocrati e lobbies, e questo lo sappiamo bene noi anche se non c’è ancora una consapevolezza così diffusa, il meccanismo così vasto e lontano dal cittadino, diventa sfuggente e nebuloso, quet’aurea nebbiosa è proprio ciò che serve per occultare la mano delle oligarchie imperanti.

Proseguendo nel testo, la destrutturazione delle democrazie porta all’auto fagocitazione delle democrazie stesse, come la figura dell’uroboro, ma con un accezione negativa, negli usa infatti attraverso l’episodio delle twin tower e della necessità di sicurezza, si stava ottenendo la sospensione dei diritti in modo permanente, restaurando il totalitarismo.

Questo è il metodo con cui nel passato si sono insediati i totalitarismi in Europa, poi attraverso le elezioni, la classe elitaria periodicamente si fa legittimare dalle masse, completando la messa in scena della democrazia.

C’è da notare che in questo processo il “valore sicurezza” si sostituisce sempre più alla libertà,  e al valore  democrazia, spinto anche dal sentire comune provocato da appositi attacchi terroristici.

Figlia di questo nuovo paradigma è la costituzione europea dove, dopo il diritto di libertà c’è la sicurezza, non si parla di democrazia, per fare un paragone nella costituzione Italiana non si parla di sicurezza, che è un risultato della democrazia, delle libertà, e dello stato di diritto.

Notiamo ancora che nell’ordinamento fascista la sicurezza era ai primi posti, per poter controllare l’azione del singolo, di fatto riducendo la libertà…. In tutto questo di democrazia nemmeno l’ombra.

L’autore ci pone una domanda:

Chi beneficia della sicurezza, cioè del controllo a scapito della libertà?

Semplice, coloro che vogliono controllare milioni di lavoratori il cui lavoro è scientemente insufficiente a farli uscire dalla povertà, relegandoli ad una vita insicura, ad un lavoro insicuro, e questa mancanza psicologica della sicurezza, farà scattare nel cittadino medio il bisogno di altra sicurezza accettando tutte le imposizioni che andranno sotto questo nome.

Uno speciale circolo vizioso, una volta imboccata questa strada, come il lato oscuro della forza in star wars è difficile uscirne. (ndr) Lo stato ha perso la sua funzione perché non più in grado di fornire benessere e quindi dare quel senso di sicurezza reale.

Il capitalismo della nuova era, chiamato furbescamente mercato e dipinto come un animale un po’ capriccioso è la nuova narrazione, quasi come se il popolo fosse un dodicenne, ma in fondo è proprio questo livello mentale a cui le elites vogliono ridurre la massa.

Così non è difficile leggere su un giornale finanziario che l’euforia del mercato a riempito di carta (moneta) il titolo ABC S.p.a. un azienda di stato ad esempio.

Sembra che questo fantastico animale sfuggito dalla favola di Alice ha accordato la sua magnanimità ad un titolo qualunque, magari su consiglio del cappellaio matto.

Una racconto più reale potrebbe essere che il fondo pensionistico privato “Espera” abbia comprato così tante azioni da fare perdere il controllo dello stato sull’azienda ABC spa, fino a farne salire il prezzo.

Potrebbe anche capitare (e capita) l’assurdo che il lavoratore ABC spa abbia conferito i suoi contributi nel fondo pensione che ha comprato ABC spa stessa.

Il lavoratore investitore si trova ora, nel doppio ruolo di auspicare che ABC spa licenzi per fare efficienza e guadagnare in borsa e di conseguenza migliorare la posizione finanziaria del fondo pensioni e quindi la sua rendita.

E contemporaneamente sperare di non essere licenziato.

Per i padroni dell’informazione ogni parola serve per destrutturare, avvilire, logorare lo stato a favore del mercato che deve raggiungere lo status di nessun vincolo, cioè un luogo dove i possidenti vivono di posizione o di essa muoiono. Un gioco da ricchi e da scaltri.

Nella corsa al falso l’autore cita l’accostamento fatto da Arendt fra nazismo e comunismo, pur con tutti i limiti del comunismo applicato in URSS.

Reazionario, razzista, tradizionalista, antidemocratico il primo, egualitario, livellatore, assertore di democrazia reale, figlio dell’illuminismo francese il secondo.

Come diceva Primo Levi è più facile immaginare il socialismo senza campi di prigionia, impossibile farlo per il nazismo.

Il totalitarismo nazista ha un tipo di economia prettamente capitalistica, del libero mercato, tant’è che è imbarazzante vedere la stessa classe imprenditoriale, anche dopo la sconfitta nazista, muovere il medesimo tipo di economia.

E’ invece razionale immaginare che il nazismo era funzionale (quindi uno strumento) al mantenimento dell’ordine economico ancora oggi esistente.

Rimanendo in tema di manipolazioni dei significati, lo stesso consiglio d’europa definisce il nazismo come un incidente totalitario, ed il fascismo come un autoritarismo pasticcione, mentre contrasta fortemente ed incita a cancellare dall’europa i partiti comunisti.

Perché l’uguaglianza e la giustizia sociale sono in netta contrapposizione con il mercato ultra liberista della libera volpe in libero pollaio?

Perché uno stato che persegue l’uguaglianza tende ad introdurre un mastino nel pollaio limitando le libere volpi.

Il nuovo livello di totalitarismo non è più rappresentato dagli stati per grandi che siano, ma dalle corporazioni multinazionali, se una volta le multinazionali avevano bisogno di uno stato per attuare le politiche economiche, adesso  questo arnese non serve più e la globalizzazione avanza riducendo gli stati a burocrazie vuote… imbalsamante come si diceva prima.

Il mercato ha anche bisogno di un nemico da dare ai popoli, morto il comunismo dell’URSS della guerra fredda, si sono tentati vari soggetti, come Saddam, Gheddafi, ma la migliore intuizione è stata il terrorismo.

Un nemico invisibile, ma ipoteticamente onnipresente, forse inesistente, ma utile a redigere norme e leggi sulla sicurezza, il cui unico vero scopo è reprimere proteste del popolo assediato da condizioni di vita che continuano a peggiorare.

Il terrorismo come maschera che scherma il capitalismo più efferato, colonialista e accentratore delle ricchezze globali.

L’autore ci racconta che per arginare le masse scontente vengono messi in atto altri espedienti compensativi, come redditi psichici che servono ad evitare rivoluzioni e violenze.

Ad esempio i manichini giapponesi con le sembianze del capo per sfogarsi fisicamente, o l’uso di virtualità come second-life in cui si realizza la vita che ci è stata negata nella realtà.

(Vorrei qui fare un Inciso, che esula dal riassunto di questa opera. La mistificazione può arrivare all’assurdo, fino a superare il concetto classico “nomina sunt consequentia rerum”, difatti il partito “new” labour di Blair, ha potuto creare per i dipendenti statali una norma che invitava gli stessi ad indicare dove mettere il PC, il mouse,  il telefono e persino le penne sulla scrivania, per poter di conseguenza obbligare i lavoratori a non muovere nulla da come loro avevano disposto e non mettere null’altro sulla scrivania, con la scusa di evitare distrazioni e rendere meno efficiente il lavoro, in definitava lavoratori schiavi delle proprie regole, una vera beffa di cattivo gusto.

Cade così il pregiudizio che il grande fratello sia roba da paesi comunisti.

Il falso che tutto mistifica, artefice della frontiera globalista del capitale sarà anche la sua fine. ndr.)

In questo meccanismo rotatorio la narrazione pubblicitaria necessaria al consumo continuo, ha distrutto la profondità di linguaggio, riducendo il tempo ad un continuo presente, dimenticano il passato e rifuggendo il futuro.

Ogni nuova moda, ogni nuovo prodotto sostituisce il vecchio in un carosello circolare.

L’incapacità sempre maggiore delle masse di articolare pensieri profondi tramite lo strumento lessicale, conduce, in ultima analisi ad una non progressione dell’umanità tutta.

In natura è noto che le cose non possono stare ferme, l’immobilismo è  morte, in buona sostanza siamo condannati all’evoluzione o all’estinzione, tertium non datur.

In definitiva è una lotta antica fra chi vuole vivere sulle spalle dei popoli, e per fare ciò ha detenuto quello che nei vari momenti storici era necessario.

Potere temporale, eserciti, mezzi produttivi, e adesso tutto il sistema mediatico informativo, per fare reggere il meccanismo della menzogna protratta su tutto e tutti.

Vorrei aggiungere una nota personale, declinata nella scienza, campo da cui culturalmente provengo, le meraviglie che stiamo utilizzando sono state prodotte dai pensieri liberi dell’800 e dei primi del ‘900.

Ora la scienza è in stallo da 50 anni, è frammentata ed indirizzata a trovare il profitto,  quindi incapace di produrre idee, inizialmente afinalistiche, che ci hanno però, sempre proiettato in una nuova dimensione di futuro.

Questo è un sistema destinato ad implodere, liberando finalmente, le capacità di trovare nuovi sentieri, non solo scientifici, ma soprattutto umani.

Roberto

 

 

 

BARBARI NOI? – L’inciampo nel lessico, La liberazione del paese

Il Financial Times addita come la “discesa dei barbari” un’eventuale accordo M5S e Lega, realizzando esattamente una figura retorica detta sinéddoche, cioè usare una parte del discorso per rappresentare tutto il discorso, narrando l’esatto contrario della realtà.

Bisogna riconoscere che sono professionisti nel battere il tamburo, mascherando la storia che invece racconta il perfetto contrario, cioè che i barbari erano proprio i popoli del nord, irretiti dai lori duci, imperversavano nell’impero Romano conducendo saccheggi ed invasioni di territorio.

Questa fase politica forse ci porterà, io me lo auguro, ad una cacciata dei barbari turbo liberisti che assediano il nostro paese, e non sarà solo una liberazione Italiana, ma anche degli altri popoli Europei che ancora non hanno consapevolezza di quello che sta accadendo, ma sono semplicemente in coda, dietro di noi.

VS

Veramente vogliamo perdere ogni dignità e futuro per far sguazzare delle papere nell’oro?

Qui sotto vi incollo le parole del giornale dei paperoni del mondo, avrete modo di comprendere da soli in quale sordida trappola siamo caduti, immolando tutto a quest’altare, speranze, futuro, ricchezze, sogni, finanche il piatto di lenticchie che ci passano, attraverso la tassa che su di essa paghiamo.

Buona lettura:

Rome opens its gates to the modern barbarians.

The economic proposals of Five Star and the League are cause for concern The League’s Matteo Salvini and Five Star’s Luigi Di Maio must show they can govern more responsibly than critics give them credit for © AFP MAY 14, 2018

Le proposte economiche di Five Star e League sono motivo di preoccupazione.  Matteo Salvini e il cinque stelle Luigi Di Maio devono dimostrare di poter governare in modo più responsabile di quanto i critici gli diano credito (nessuno di loro ha esperienza in disastri economici e questo è un ottima garanzia n.d.r.)

Italy is on the brink of installing the most unconventional, inexperienced government to rule a western European democracy since the EU’s founding Treaty of Rome in 1957.

L’Italia è sul punto di installare il governo più anticonvenzionale e inesperto per governare una democrazia dell’Europa occidentale dopo il Trattato di Roma dell’Unione Europea del 1957. (Loro sono invece espertissimi a coprire i fallimenti finanziari con bugie che hanno proporzioni galattiche, vedi crisi usa del 2007-8 n.d.r.)

It would consist of the anti-establishment Five Star Movement and the far-right, anti-immigrant League. These parties regard Italy’s modern political system as a rotten failure and the EU’s governance and policies as riddled with flaws.

Sarebbe costituito dal movimento anti-establishment Five Star e dalla Lega di estrema destra e anti-immigrazione. Questi partiti considerano il moderno sistema politico dell’Italia un fallimento, la governance e le politiche dell’UE piene di difetti. (Chi non le vede o ha bisogno dell’oculista o è in malafede n.d.r tertuim non datur)

Before Italy’s March 4 parliamentary elections, the received wisdom in other EU capitals and financial markets was that a Five Star-League government would be the most disturbing of all possible outcomes.

Prima delle elezioni parlamentari del 4 marzo in Italia, le altre capitali e mercati finanziari dell’UE giudicavano che un governo della Lega e Cinque Stelle sarebbe stato il più sconvolgente di tutti i possibili risultati.

Now the barbarians are not merely massing at the gates of Rome. They are inside the city walls.

Ora i barbari non si stanno semplicemente ammassando alle porte di Roma.
Sono dentro le mura della città. (Qualche italiano riconosce dei barbari nel M5S o nella Lega? non mi sembra abbiano strumenti per razziare il paese e mettere al sacco Roma n.d.r.)

Yet Rome in 2018 is not Rome in 410, and neither Five Star’s Luigi Di Maio nor the League’s Matteo Salvini is King Alaric of the Visigoths.

Roma nel 2018 non è Roma nel 410, né Luigi Di Maio a cinque stelle né Matteo Salvini sono il re Alarico dei visigoti. (Se dal nord ci avessero mandato Alarico l’avremmo riconosciuto e preparato l’accoglienza tipicamente latina, voulcre ferrum n.d.r.)

The two parties enjoy unquestionable democratic legitimacy, having won the elections.

It is right that they should have an opportunity to govern Italy. Excluding election winners from power is not a step worthy of a mature democracy, if — as is the case in Italy — the victors have achieved their success fair and square. (Trascrizione articolo di proprietà del Financial Times)

I due partiti godono di un’indiscussa legittimità democratica, avendo vinto le elezioni. È giusto che abbiano l’opportunità di governare l’Italia. Escludere i vincitori elettorali dal potere non è un passo degno di una democrazia matura, se – come è il caso in Italia – i vincitori hanno raggiunto il loro successo in modo corretto (Ma anvedi un po’ mo ce dicono che abbiamo rubbato i voti? e a chi? ai loro rappresentanti sotto forma di marionette? n.d.r.)

Ad majora.

Roberto