Dimissioni !

Chiedere le dimissioni è un modo di protestare o di chiedere coerenza a favore di una trasparente gestione della “res pubblica” ?

Lunedì, durante lo svolgimento del Consiglio per l’elezione del Presidente della Circoscrizione abbiamo assistito ad interventi di alcuni Consiglieri di minoranza il cui contenuto aveva per oggetto una vivace protesta contro l’atteggiamento della maggioranza.Per costoro la maggioranza si è dimostrata incapace nel gestire le vicende amministrative palesando l’assoluta mancanza di coesione tra i partiti che la compongono e dimostrando spregio verso i Cittadini per i costi inutilmente sopportati sottolineando, infine, quanto la politica si dimostri sempre più lontana dalle esigenze della cittadinanza e sempre più vicina a giochi di potere e poltrone.

Queste affermazioni possono essere condivise dal Movimento 5 Stelle che da sempre lotta contro questo tipo di politica e che si adopera fattivamente perché avvenga una rivoluzione non solo nella gestione dell’amministrazione pubblica ma soprattutto nella cultura, anche politica.

Ebbene proprio per questa coerenza, nei limiti che la democrazia pone e con la fiducia elettorale dei Cittadini, gli attivisti del Movimento formulano il programma e si battono per la realizzazione.

Non è possibile, per intrinseca motivazione, che gli aderenti al programma possano successivamente eletti, non tanto modificare alcuni temi migliorandoli, ma determinare un appoggio incondizionato ad una maggioranza, che ancora una volta, sotto gli occhi di tutti, ripropone il solito “gioco” di poltrone piuttosto che temi comuni.

Una riproposizione, peraltro, che non convince neppure tutti i Consiglieri della stessa maggioranza !

Ma nel caso che i nostri rappresentanti avessero votato la fiducia al programma e conseguentemente al Presidente di Circoscrizione gli attivisti avrebbero avuto ragione a chiederne le dimissioni ?

Io credo proprio di si, ma non per un fatto esclusivamente interno, ma per una assoluta mancanza agli ideali che sottendono all’adesione al Movimento stesso e quindi al completo disconoscimento della loro elezione.

La coerenza pura e semplice dovrebbe trovare la sua naturale residenza in tutti i partiti/movimenti.

Non si ha l’intenzione di discutere la bontà di una scelta altrui, ma di richiamare all’etica della politica alle aspettative dei cittadini che hanno votato un determinato partito e conseguentemente uno schieramento distinto oltre che un programma distinto.

Con quali forze un Consigliere, pur rendendosi conto di concedere fiducia alla parte avversa, con un programma diametralmente opposto, con un proprio intervento che evidenzia un totale disaccordo e con una storia politica personale di completa avversità alla maggioranza, potrà lottare per i propri elettori che gli hanno dato la loro fiducia ?

Non si tratta di denigrare una volontà politica o mettere alla berlina una scelta strategica, ma di un semplice banale richiamo alla coerenza politica e, perché no, anche quella personale.

Forse è meglio vedere una maggioranza che, mantenendo le proprie caratteristiche di sempre, si avviluppa e cerca soluzioni di bassa lega per occupare delle poltrone che una certa minoranza avvezza a proclami di rettitudine ed a richieste di serietà ma che nel frattempo soffre di seri problemi dissociativi così gravi da  renderla improponibile anche ai loro elettori.

Si aggiunga il fatto che anche strategicamente non si può dar corso ad una giustificazione per quanto hanno fatto perchè la maggioranza ha dimostrato, anche con molta difficoltà e qualche voce di avvertimento interno, di avere al momento i numeri propri sufficienti a respirare nel mare di difficoltà in cui si trova sebbene con una corta cannuccia.

Forse un passo indietro non è neppure consentito dopo aver tradito il mandato in questo modo: neppure il diavolo asseconderebbe un simile gesto.

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