L’Economia Di Quartiere

Una piccola riflessione che può aiutarci a dare una direzione “filosofica” rispetto a questa materia, che permea tutte le attività umane.

Benchè la circoscrizione abbia poche competenze e somme minime da gestire, tuttavia è importante precisare due punti:

  • Nell’usare i soldi pubblici si deve sempre pensare alla popolazione, cioè quale azione è più importante per migliorare, anche di poco la condizione di tutti.
  • Le nostre proposte non devono mai essere limitate alla quantità di denaro disponibile, ma ci si dovrà battere per poter realizzare quello che i cittadini chiedono, portando le loro istanze alla città e oltre se serve.

Senza dimenticare nessuno è opportuno e proponiamo di fare una lista di priorità, e su quella lavorare per i temi di nostra competenza.

Sempre nell’ambito economico, è facilmente immaginabile l’istituzione di un anagrafe del “lavoro di quartiere” , persone, professionisti, che si rendono disponibili a fornire la loro opera in cambio di crediti di quartiere, che potranno essere spesi per ottenere servizi e lavori da altri associati alla rete.

Non è una moneta complementare, ma gli effetti sono simili, il commercialista che redige il 740 al verduriere in cambio di ortaggi. Ma il sistema se gestito localmente può facilmente portare a rendere più grande e flessibile l’uso, ad esempio si potrà comprare del cibo in gastronomia, con i crediti realizzati rifacendo il bagno del dentista, che a sua volta ha curato il meccanico, che ha riparato il furgone del negozio di gastronomia.

Il limite è la fantasia.

Tutto ciò riporterebbe facilmente ad una consapevolezza che non dovremo mai dimenticare, la moneta è uno strumento, un mezzo, per facilitare gli scambi, non una ricchezza, non un bene, come ci hanno erroneamente abituato a pensare.

Ecco perchè il limite dovrebbe essere la fantasia e non la moneta.

Se volete approfondire il tema con un taglio di carattere generale, ecco un video informativo.

 

 

 

6 pensieri su “L’Economia Di Quartiere

  1. DanielDaniel

    Bell’articolo, bravo Roby! Largo ai sogni, largo alla fantasia! Ripugnando il meschino valore dei soldi come fine a se stesso e rivalutandolo a strumento di realizzazione, di scambio. Come farebbe un buon padre di famiglia esso deve essere un mezzo per generare benessere e uguaglianza, piuttosto che ricchezza e disparità!

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  2. Urbe

    È interessante notare come uno strumento di “lavoro” e discussione ad uso degli attivisti e non attivisti sia utilizzato per condividere gli articoli su Facebook. Tanto valeva pubblicarli direttamente su Facebook.

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    1. DanielDaniel

      Sicuramente questo “strumento di lavoro” può essere una base di discussione… Poi perchè non condividerlo anche su facebook per renderlo disponibile anche ad un pubblico più ampio? Davvero non capisco la critica…

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      1. Marco

        Nessuno si puó arrogare il diritto di criticare il lavoro altrui. Anzi lo strumento è indiscutibilmente ottimo. Dovremmo solo utilizzarlo tutti insieme. Ben venga la condivisione.

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  3. Marco

    Ciao a tutti sono l’amico di Urbe.
    Dell’articolo trovo molto interessante il primo punto citato “….nell’usate i soldi pubblici….” sul quale ci si dovrebbe soffermare ampiamente a riflettere.
    Molte volte ci si adopera per realizzare qualcosa pensando solamente in proprio cioè credendo che la propria esperienza, il proprio pensiero, siano sufficienti.
    Le migliori idee nascono invece da un confronto costruttivo tra le parti ed un programma di lavoro con assegnate le relative priorità aiutano allo scopo.
    A mio avviso anche questa è economia di quartiere.

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