Investire nel futuro con i nostri ragazzi

Ciao a tutti, il 28 settembre, ieri sera ci siamo incontrati nella sala dei Centomila per disporre delle idee di tutti per il programma della nostra città.

– Non l’ho mai detto, ma il nome della sala mi piace molto ed ogni volta che ci penso lo trasformo come la “sala degli Uno, Nessuno, Centomila” il posto ideale per raccogliere le idee dei cittadini. –

Nel corso dell’incontro è emerso più volte che sussiste la necessità di informare, formare, rendere consapevoli le persone al fine di perseguire una maggiore sensibilità verso l’edcuazione civica e comportamentale.

Si è detto, e ritengo, che i bambini/giovani siano il terreno più fertile ove seminare questa idea, questo progetto.

Voi cosa ne pensate? Come potremmo attivare un tale progetto pilota nelle scuole della nostra circoscrizione?

Volete mettervi in gioco per costruire un “serbatoio di idee e proposte”?

Fatevi sentire!
Ogni idea è un’idea: non ne esitono di buone e non buone. Meglio un pensiero in più che uno in meno.
Fatevi sentire!
Marco

PS: Riporto nel seguito un testo che è stato inviato a Lugi Di Maio un po’ di tempo fa. È lungo e forse tedioso ma contiene qualche spunto di riflessione. Non c’è nulla di nuovo rispetto a ciò che tutti sappiamo ma a volte rileggere rinfranca lo spirito.


Buonasera Luigi,
mi chiama ……. ho …. anni e vivo a Torino. Desidero esprimerle tutto il mio apprezzamento per quanto state facendo e per l’ardore, la trasparenza, l’umiltà con il quale supportate la vostra, e la nostra, se mi permette una modestissima compartecipazione, azione.

Riporti gentilmente anche ai suoi colleghi le mie più sincere congratulazioni ed i miei migliori auguri.

Desidero cogliere l’occasione per segnalarle una personale riflessione che riguarda principalmente il futuro del nostro paese.

Nel corso della mia vita non ho mai dato tanto importanza alla politica e neppure alle vicissitudini del paese se non quando attratto da eventi particolari. Suppongo, pur non disponendo della certezza, che tale situazione sia comune a molti nel nostro paese e che principalmente ciò sia dovuto al fatto che in tutti questi anni, parchi di una situazione economica e lavorativa più o meno soddisfacente, nulla ci poteva distogliere da una fattispecie di egocentrismo ed individualismo volti a curare principalmente i propri interessi, piuttosto che quelli della comunità e dei rapporti con il prossimo.

Per certi versi i grandi poteri ci hanno accompagnato verso questo stato di paralisi cerebrale condizione senza la quale il potere politico e finanziario non avrebbero prese tentacolari come quelle attuali.

Il passato, i grandi Filosofi Greci, i Romani c’insegnano, pur non avendo personalmente approfondito l’argomento, che le situazioni sociopolitiche si ripetono ciclicamente. Basta osservare la storia ed oggi dovremmo essere nel momento del populismo, in senso storico, con un profondo taglio verso la demagogia. In realtà penso che ciò che stia accadendo in Italia con il M5S, possa essere meglio definito come il prototipo di una politica partecipativa, consapevole ed organizzata, dei cittadini. Ma arrivo al punto, permettendomi di inserire nel discorso uno stralcio di un testo di

Platone – La sete di libertà
“Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti, le stesse considerazioni dei vecchi, e questi, per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo per nessuno. In mezzo a tale licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.”

ed un passaggio del discorso di Malala, che ha tenuto presso l’ONU:

Malala
“….Cerchiamo quindi di condurre una gloriosa lotta contro l’analfabetismo, la povertà e il terrorismo, dobbiamo imbracciare i libri e le penne, sono le armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo. L’istruzione è l’unica soluzione. L’istruzione è la prima cosa.”

Ed eccomi al punto: dai due precedenti testi si può desumere che l’istruzione, così come l’educazione civica, sono elementi essenziali nei quali investire massicciamente sin dai primi anni di scuola e, nonostante possa sembrare assurdo, sono elementi che oggi scarseggiano.
In particolare l’educazione civica e quella sociale, soverchiate il più delle volte dall’educazione tecnica specialistica, sono, a mio avviso, le chiavi di volta per costruire un futuro migliore e per cambiare il modus operandi in qualunque contesto.

Questo è il mio pensiero e spero possiate considerarlo uno spunto per un investimento “Italia” a lungo termine e, qualora desti il vostro interesse, l’occasione per un’energica e pronta iniziativa.

…….. In bocca al lupo e grazie di cuore.

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Un pensiero su “Investire nel futuro con i nostri ragazzi

  1. grotella

    scusate, ma mi sento di dover sottolineare l’ultima parte perchè la ritengo estremamente importante per il nostro futuro ,al di là di qualsiasi sia il partito o movimento a guidare il paese o la città : ” l’educazione civica, sono elementi essenziali nei quali investire massicciamente”

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